ROMA

EVENTI

IN AGGIORNAMENTO

CONFERENZA STAMPA  "ROMA: REGINA VIARVM" 

VENERDI 19 dalle ore 10:30 - Auditorium dell'Ara Pacis

CONVEGNO "LE STRADE DEL MONDO ROMANO CON UN FOCUS SULLA DURABILITA' DI IERI E QUELLA DI OGGI"

VENERDI 19 dalle ore 13:00 - Auditorium dell'Ara Pacis

MOSTRA FOTOGRAFICA delle edizioni passate del"Natale di Roma" a cura dell'associazione "FOTOGRAFIAMO"

VENERDI 19 dalle 10:00 alle 18:00 - Gazebi al Circo Massimo

INCONTRO CON GLI SCRITTORI

VENERDI 19 dalle ore 11:00 - Gazebi Circo Massimo

BANDA MUSICALE (da definire

Venerdi 19 ore 18:00 - Palco Circo Massimo

Rinnovo del Fuoco Sacro

Venerdi 19 ore 19:30 - Piazza Campo Marzio

BENEDICTIO VRBI

Venerdi 19 ore 20:00 Piazza della Rotonda - Pantheon

INCONTRO CON GLI SCRITTORI

Sabato 20 dalle ore 11:00 - Gazebi Circo Massimo

Partita di Harpastum

SABATO 20 ore 15:00 Area archeologica del Circo Massimo

Qualifiche Torneo Gladiatori

SABATO 20 ore 15:00 Area Gladiatori Circo Massimo

TORNEO tra SCUOLE di GLADIATORI

SABATO 20  ore 17:00 - Area Gladiatori Circo Massimo

GRUP VALLTARESH 

SABATO 20 ORE 19:00 Circo Massimo - Palco

" DANZE ANTICHE"  INCORONAZIONE DEA ROMA 2024

Sabato 20 dalle ore 20:00 Circo Massimo - Palco

UN SORRISO PER ROMA - Con Maurizio Battista e Fabrizio Giannini

Sabato 20 dalle ore 21:00 -Circo Massimo - Palco

CERIMONIA DI APERTURA

Domenica 21 ore 10:30 Circo Massimo - Palco

CORTEO STORICO

Domenica 21 ore 11:00 Circo Massimo - Via dei Fori Imperiali

ORCHESTRA FILARMONICA CITTA' DI ROMA

DOMENICA 21 - ore 14:00 Circo Massimo

RITO DELLE PALILIA

DOMENICA 21 - ore 15:00 Circo Massimo

Tracciato del Solco

DOMENICA 21 - ore 15:30 Circo Massimo

PRESENTAZIONE DELLE LEGIONI 

Domenica 21 - ore 16:00 - Circo Massimo

Legionum Exhibitio-Signa Inferre 

Domenica 21 ore 16:30 - Circo Massimo

“NATALE DI ROMA 2024”

2777° Natale di Roma 

XXVI Edizione  

“ROMA : REGINA VIARVM”

 

Dal 17 al 21 aprile 2024 

Il Gruppo Storico Romano è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 dalla passione per l’antica Roma. Le finalità che l’associazione si prefigge sono di promuovere, organizzare e sostenere la diffusione di manifestazioni culturali ricreative ed artistiche concernenti il mondo dell’antica Roma, per mantenere vivo il ricordo dell’antico splendore della sua civiltà, ed essere un punto di aggregazione per tutti quegli appassionati che, diventandone soci, vorranno esserne il cuore pulsante. L’Associazione vanta numerosi riconoscimenti, tra i quali si segnalano le medaglie  del Presidente della Repubblica, conferite in occasione dei festeggiamenti del Natale di Roma dal 2009 al 2022, e i prestigiosi patrocini, tra i quali quello del Consiglio Della Comunità Europea, dell’UNESCO, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Roma Capitale. Inoltre, per quest’anno abbiamo inoltrato richiesta di patrocinio all’Ordine degli Ingegneri, , all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Regione Lazio.


I NUMERI DEL NATALE DI ROMA: 

PARTECIPANTI RIEVOCATORI PREVISTI: 2.000 RIEVOCATORI, 72 ASSOCIAZIONI.
  1. PROVENIENTI DALLA: SPAGNA, FRANCIA, ALBANIA, GRAN BRETAGNA, BELGIO, GERMANIA, SVIZZERA, AUSTRIA, UNGHERIA, POLONIA, REP. CECA, ROMANIA, BULGARIA, GRECIA E ITALIA.

  2. PRESENZA DI PUBBLICO: NEGLI ANNI PASSATI LA PRESENZA MEDIA AL CIRCO MASSIMO ERA DI 30.000 LA DOMENICA ED 9.000 VENERDI E SABATO. LUNGO IL PERCORSO DELLA SFILATA LA PRESENZA MEDIA NEGLI ANNI È STATA DI 350.000 SPETTATORI.


Siamo oramai giunti alla XXIV edizione dei festeggiamenti per il Natale di Roma organizzati dal Gruppo Storico Romano.
La figura cui il G.S.R. ha deciso di dedicare il programma di rievocazioni 2024 non ad un personaggio ma al simbolo più imponente e significativo di tutta l’epoca romana: LE STRADE.
"Le strade romane sono un fattore di un'importanza incalcolabile nella storia stessa dell'umanità. Roma divenne una fonte mobile di civiltà e la padrona del mondo proprio perché attraverso le sue strade era riuscita a controllare sistematicamente gran parte della superficie della terra. Dal «Miglio d'oro» (Miliarium Aureum) del Foro, su cui erano segnate le distanze, diciannove strade lastricate

conducevano in ognuna delle province dell'Impero. Correndo ininterrottamente fino al Reno e al Danubio arrivavano nelle Terre degli Sciti sulle rive del Mar Nero, all'Eufrate, in Africa, in Arabia e perfino nell'India.
Le diciannove strade originali si svilupparono ramificandosi, crescendo e moltiplicandosi nello spazio e nel tempo finché sotto il regno di Domiziano Roma non si trovò ad amministrarne ben trecentosettantadue. Gli ingegneri romani non cercavano di aggirare gli ostacoli naturali del terreno; li affrontavano qualche volta addirittura violentandoli. Se incontravano un fiume lo scavalcavano con un ponte; se trovavano sul loro cammino una palude trasformavano la strada in un terrapieno. Le loro strade valicavano a zig zag le Alpi forandole con dei tunnel là dove non c'era altra soluzione. L'insidia delle acque veniva eliminata cercando, dov'era possibile, di aggirarla. Prima di mettersi al lavoro i costruttori si assicuravano prudentemente che il terreno fosse asciutto. Roma continuò per otto secoli a costruire strade. Poi, com'è il destino di tutti gli imperi, arrivò anche per lei la fine. Ma ormai i suoi ingegneri avevano lastricato il mondo.

Le strade dei Romani, le “consolari”, sono considerate tra le realizzazioni più gloriose e durature di Roma Antica. Vi furono circa 100.000 Km di strade lastricate e sicure ed altri 150.000 Km di strade in terra battuta, ma sufficientemente larghe e adatte per i carri. La larghezza di ogni strada era di circa 5 metri, in modo che potessero affiancarsi, senza danno, due carri. I primi costruttori di strade sul suolo italico furono però gli Etruschi. La via Clodia ricalcò almeno in parte un'importante percorso etrusco che collegava Caere (Cerveteri) a Volsini novii (Bolsena), e la via Cassia, da Roma a Cortona fu prima etrusca, e così la via Aurelia che costeggiava il Tirreno. Gli Etruschi si limitarono però a usare un tufo compatto, mentre i Romani usarono la selce, molto più dura e resistente, il cosiddetto basolato romano.

Esistevano presso i Romani vari tipi di strade, dalle strade di tronchi, alle strade scavate nel tufo come fecero gli etruschi (ma che i Romani poi ripavimentarono), alle strade pavimentate in acciottolato (galeratum), alle strade in basolato romano, le più resistenti in assoluto. Con il nome di vie, Viae, venivano indicate le strade extraurbane che partivano da Roma, mentre le strade, Strata, (cioè fatte a strati) erano quelle all'interno di un centro abitato.

Le strade dovevano durare a lungo e la loro costruzione, eseguite da soldati se in territorio straniero, era molto accurata. Moltissime strade, in Italia, Europa, Africa e Oriente sono ancora usate seguendo il percorso originale: solo le grandi autostrade, costruite nel XX secolo, scelta obbligata per l'aumento esponenziale del traffico, hanno permesso una mobilità maggiore, ridimensionando le grandi consolari a smaltire il traffico locale.

Costruite principalmente per scopi militari, consentendo un veloce spostamento di truppe e di merci tra posti lontanissimi tra loro, contribuirono anche al notevole sviluppo del commercio così importante all'economia di Roma. La mobilità delle truppe era uno dei punti di forza dell'esercito romano; man mano che avanzavano conquistando nuovi territori costruivano strade: il legionario romano non era solo un soldato ma un costruttore di strade, di ponti e di

gallerie, in base alle conoscenze specifiche che aveva.
Ai 100.000 km di strade lastricate al tempo della massima espansione dell'Impero, va sommata una miriade di strade secondarie e diverticoli non lastricati: si calcola che il totale della rete stradale doveva raggiungeva una estensione totale di oltre 200.000 km.
I Romani distinguevano:

  • la via, dove si poteva transitare con i carri, quindi che permetteva il transito di due carri contemporanei in senso opposto (da qui il termine carreggiata).

  • l'actus, dove si poteva transitare solo a piedi o a cavallo, largo circa la metà della via, dall'iter, dove si poteva andare a piedi o in lettiga ma senza usare animali.

  • la semita poi era una semi-iter, più piccola.

  • il callis una stradina tra i monti.

  • la trames era la via traversa di un'altra via.

  • il diverticulum una strada che si staccava dalla consolare per arrivare a una località.

  • bivi, trivi e quadrivi per gli incroci di strade.

    Si dividevano poi in: strade pubbliche, dette pretorie e consolari, a seconda se costruite da un pretore o un console strade private dette agrarie.
    Si ritiene che i romani abbiano ereditato l'arte di costruire le strade dagli Etruschi, migliorando il metodo e i materiali. In effetti diverse strade romane ricalcarono le strade etrusche, ad esempio la Via Flaminia attraverso l'ager veientanus e faliscus, o dei tratti della Claudia scavata nel tufo e ripavimentata poi dai romani, o la strada di Pietra Pertusa che collegava Veio con il Tevere, o tratti dell'Aurelia che segue la costa tirrenica fino a Pisa, o della Cassia, Armerina e Flaminia.

CONVEGNO “LE STRADE DEL MONDO ROMANO CON UN FOCUS SULLA DURABILITA’DI

IERI E QUELLA DI OGGI.

MERCOLEDI 17 Aprile 2024 presso la SALA CONVEGNO DELL’ARA PACIS Dalle ore 12:00 alle 17:00

Nel predisporre l’evento del prossimo Natale di Roma 2024 – il Gruppo Storico Romano ha ritenuto opportuno di organizzarne il programma ponendo nel dovuto risalto le strade.
Le strade romane sono un fattore di un'importanza incalcolabile nella storia dell'antichità. Roma divenne una cinghia di trasmissione di civiltà e "caput mundi” proprio perché attraverso le sue strade era riuscita a controllare sistematicamente gli immensi territori che dipendevano da lei. Le strade romane furono strumenti fondamentali attraverso cui Roma affermò il proprio dominio su popoli e territori. Nel corso dei secoli i romani costruirono un’efficientissima rete di strade su oltre 80.000 chilometri percorrendo territori oggi appartenenti ad oltre 30 nazioni.

La Costruzione

delle strade, motivata principalmente da scopi militari e poi anche di comunicazione e commerciali, si rifaceva a tecniche che sono note grazie ad alcune testimonianze letterarie – come per esempio gli scritti del poeta Publio Papinio

Stazio o di Livio – ma anche grazie allo studio delle opere stesse:

  • Il primo dei quattro strati era lo statumen, una base massiccia, composta da blocchi alti almeno 30 cm.

  • Il secondo era la ruderatio, fatta di pietre tondeggianti legate con calce.

  • Il terzo rappresentava il nucleus, uno strato di ghiaia livellato con dei cilindri.

  • Infine il quarto strato, ossia il rivestimento, era costituito dal pavimentum, fatto di grossi massi di pietra basaltica dura, un materiale praticamente indistruttibile.

    La struttura a schiena d’asino veniva invece riservata alla parte centrale della carreggiata, in modo da favorire il deflusso delle acque piovane che poi venivano convogliate all’interno di canaletti, per consentirne lo smaltimento. Quanto alle dimensioni delle strade romane, quelle standard oscillavano tra i 4 e i 6 metri di larghezza; quelle più grandi – che consentivano il passaggio di due carri – tra i 10 e i 14 metri. I marciapiedi, invece, di terra battuta oppure lastricati, erano larghi tra i 3 ai 10 metri. In caso di strade piuttosto frequentate, questi erano destinati al passaggio di pedoni e cavalli.


Sergio IACOMONI

Gruppo Storico Romano